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Il valore educativo dello sport

Abbiamo organizzato in collaborazione con l'As.Pe.I il congresso "La pratica sportiva come processo educativo". L'occasione per riflettere insieme grazie al coinvolgimento di esperti del settore.

Il 30 settembre scorso, Chorus Volley – Bergamo Academy e As.Pe.I. hanno organizzato, presso l’Istituto Maironi Da Ponte di Presezzo, il XXX Congresso nazionale As.Pe.I. (Associazione Pedagogica Italiana) dal titolo La pratica sportiva come processo educativo”. 

Al fine di riconoscere una consolidata dignità scientifica allo sport, in pieno stile pedagogico,  AsPeI, Chorus Volley e ISISS hanno coinvolto in prima persona docenti accademici di varie Università italiane e docenti afferenti al panorama scolastico dei vari ordini.

La chiave di successo del Congresso, infatti, è stato il ponte che l’As.Pe.I. ha voluto creare  tra i vari stakeholder educativi, offrendo un dibattito pedagogico aperto a diverse prospettive costruttive, circa il tema di interesse.

Destinatarie privilegiate sono state le atlete di Chorus Volley – Bergamo Academy e le loro famiglie, scelta fortemente voluta dal Presidente della società sportiva, Gianpaolo Sana, che  in  questo modo, ha rafforzato la  missione educativo-pedagogica che caratterizza la società sportiva bergamasca.

La giornata congressuale si è aperta con una prima sessione plenaria di carattere “teorico e fondativo”, nella quale si sono alternati relatori con formazione ad ampio spettro, ognuno dei quali ha fornito il proprio fondamento per la costruzione di una visione della pratica sportiva, che tenga conto della dimensione educativa. Il primo contributo a cura della prof.ssa emerita, Carla Xodo dell’Unipd, ha posto l’attenzione sull’educazione del corpo come riflesso dell’educazione della Persona. Attraverso l’esperienza di studio di Jean Jaques Rousseau (che già nel Settecento influenzò il panorama pedagogico e tutt’ora si colloca come attuale rispetto al ruolo dell’educazione fisica nella crescita del fanciullo), la prof.ssa Xodo ha restituito alla platea una visione scientifica e allo stesso tempo morale dello sport. Una visione  che favorisce la promozione di un esercizio intelligente dei sensi, rendendo chi lo pratica robusto e vigoroso anche nel temperamento e nella vita quotidiana.

Ci si è addentrati poi nel focus della pratica sportiva a scuola.

Oltre all’attenzione posta all’educazione fisica dal MIM (Ministero dell’Istruzione e del Merito) negli ultimi anni,(sancita anche da scelte legislative che rivedono tale disciplina di nuovo in posizione centrale nella formazione del discente, a partire dal grado primario di scuola, grazie alla presenza di esperti nel settore), il contributo della prof.ssa Maria Emilia Gibellini, dirigente scolastico dell’ISISS Maironi da Ponte, ha messo in rilievo soprattutto la possibilità concreta di portare avanti un percorso sportivo unitamente a quello scolastico, legittimandone l’opportunità. Esiste infatti una normativa (DM 279 del 10 aprile 2018), che offre la possibilità a studenti-atleti di usufruire di un PFP (Progetto Formativo Personalizzato), volto a coniugare le esigenze agonistiche con quelle didattiche.

Nel parterre dei relatori, anche il dott. Davide Todeschini, psicologo sistemico-dialogico, socio As.Pe.I della sezione territoriale di Brembate (Bg). All’interno dell’ambito psico-fisico, il dottor Todeschini non ha perso l’occasione per ribadire quanto lo sport sia una risorsa per lo sviluppo in adolescenza. Ha rimarcato inoltre  la validità educativa sulla forte attenzione che Chorus Volley – Bergamo Academy pone al processo educativo-formativo delle sue atlete. Il continuo riferimento ai comportamenti delle  generazioni della “società liquida” rafforza l’idea che essere seguiti in ottica sistemica da vari professioni che concorrono allo sviluppo educativo, offre infatti alle studentesse-atlete la possibilità di crescere in modo armonico ed equilibrato.

A chiudere la prima sessione del Congresso, un’intervista condotta dal prof. Arturo Carapella, segretario nazionale As.Pe.I., alla dirigente sportiva Francesca Piccinini. L’ospite, avendo incarnato in prima persona la figura di atleta, ha rimesso la sua esperienza nelle mani delle giovani uditrici e delle famiglie, perché potessero convertirla in senso lato, facendo della testimonianza un veicolo educativo. La campionessa si è soffermata a narrare quanto sia stato  importante nella sua carriera avere delle figure di riferimento (genitori, allenatori, dirigenti sportivi) e quanto abbia dovuto coniugare con determinazione pratica sportiva e scuola. Un invito accorato alle atlete ad ascoltare i consigli, le indicazioni e i suggerimenti degli allenatori e a seguire con impegno un itinerario di studio per la costruzione di un valido e consapevole progetto di vita.

Se con la testimonianza della campionessa e con il dibattito si son voluti lanciare degli stimoli di riflessione, che ravvivassero il coraggio dell’educare e dell’educarsi, del crescere e del riconoscersi, è con i gruppi di studio del secondo segmento del Congresso, che invece si è voluto dar spazio alla voce delle studentesse, in un’ottica di dialogo.

Alcuni membri dell’As.Pe.I. tra cui il prof. Emilio Lastrucci dell’Università degli studi della Basilicata, il prof. Andrea Cegolon dell’Università degli studi di Macerata, la prof.ssa Rosa Grazia Romano dell’Università degli studi di Messina e il prof. Daniele Marazzina docente di Lettere di Scuola secondaria, coadiuvati da altri soci, hanno coordinato i gruppi, mettendo a disposizione delle giovani atlete, le proprie competenze, al fine di intavolare un dialogo pedagogico.

Diversi i temi prescelti, dall’imparare a vivere insieme all’autoeducazione sportiva, dalla crescita comune nella pratica sportiva alla coniugazione di Scuola e Sport.

Non sono mancati i pensieri divergenti, le preoccupazioni da parte delle giovani riguardo al loro futuro, ma anche molta determinazione, tenacia, forte desiderio di affermazione dell’identità personale.

Il focus per ogni gruppo è stato quello di fornire alle atlete una prospettiva che le veda al centro del processo educativo nella pratica sportiva, coinvolte direttamente, in un atteggiamento metacognitivo e di autoriflessività. Sono state le studentesse, infatti, le protagoniste della restituzione “in plenaria” degli spunti affiorati dai singoli gruppi di studio. Attraverso parole sentite, pensieri condivisi, divergenze superate, dubbi sciolti, le giovani atlete sono uscite alla luce per condividere le loro esigenze formative col favore della platea edotta e col plauso da parte della prof.ssa Donatella Lombello, Presidente nazionale As.Pe.I., e del Presidente di Chorus Volley – Bergamo Academy, Arch. Gianpaolo Sana che hanno accolto l’impegno come As.Pe.I e come Chorus Volley a portare avanti la levatura educativa, sociale nonché scientifica della pratica sportiva, perché ritrovi il suo spazio non solo nel panorama giuridico che riguarda la formazione, ma soprattutto in quello pedagogico sostanziale, con l’auspicio che questa strada  si possa percorrere insieme, attraverso progetti che orientino il tema dello sport verso una dimensione anche più sociale.

Il Congresso è stato infine chiuso dalla testimonianza della campionessa di scherma MariaClotilde Adosini. Un esempio fresco per le atlete del valore etico dello sport.

Chorus Volley – Bergamo Academy ringrazia la Prof.ssa Lucia De Stefano, socia As.Pe.I. – sezione territoriale di Basilicata, per la relazione.